Entri in un bar, guardi il telefono e trovi il Wi-Fi gratuito. Un paio di tocchi e sei online. Lo facciamo continuamente anche in hotel, aeroporti e centri commerciali. Sembra identico al Wi-Fi di casa, ma c’è una differenza abbastanza importante: quella rete non è tua.
Il Wi-Fi è semplicemente il collegamento locale che permette al tuo telefono o computer di raggiungere internet. A casa sei tu, almeno indirettamente, a controllare quel collegamento. Su una rete pubblica invece stai passando attraverso un’infrastruttura gestita da qualcun altro. Non significa automaticamente che sia pericolosa, semplicemente significa che stai dando un po’ di fiducia a una rete che non conosci.
Per fortuna oggi moltissimi siti utilizzano la crittografia, cioè trasformano le informazioni scambiate in dati illeggibili per chi non dovrebbe vederli. Quando un sito utilizza https, normalmente la connessione tra il browser e quel sito è protetta in questo modo. È un po’ come spedire una lettera dentro una busta chiusa invece di scrivere tutto su una cartolina.
Una cosa a cui faccio più attenzione è il nome della rete. Il nome di un Wi-Fi non dimostra da solo che quella rete appartenga davvero all’hotel o al locale in cui ti trovi. Chiunque, in teoria, può creare una rete con un nome molto simile. Se devo accedere a qualcosa di importante, preferisco controllare qual è il Wi-Fi corretto invece di scegliere automaticamente quello che sembra più ovvio.
Poi ci sono quelle pagine che compaiono appena ti colleghi e ti chiedono di accettare le condizioni, inserire il numero della camera o magari lasciare un’email. Si chiamano captive portal, ma in pratica sono semplicemente la porta d’ingresso della rete. Sono normalissimi. Questo non significa però che dobbiamo compilare qualsiasi campo ci venga mostrato se non capiamo perché serva.
Io il Wi-Fi pubblico continuo ad usarlo tranquillamente. È comodo e gran parte di quello che facciamo online oggi è protetto molto meglio rispetto al passato. Però cerco di ricordarmi una cosa semplice: sto usando la rete di qualcun altro. Controllare il nome giusto e pensarci due secondi prima di inserire dati sensibili costa pochissimo.
